Edilizia scolastica, i dati preoccupanti di Legambiente.

L’edilizia scolastica è carente, a rischio sismico e a bassa efficienza energetica.

Ad oggi, sono il 13% circa gli edifici scolastici costruiti secondo criteri antisismici. Una scuola su due ha certificati di collaudo e idoneità statica e poco di più quelle con il certificato di agibilità. Questo è quanto emerge dal XVII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, l’indagine annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado (realizzata su un campione di quasi 6mila scuole dei capoluoghi di Provincia).

Scuole ad altissimo rischio sismico.

A contrasto di questi preoccupanti dati, considerato che il 40% degli edifici sorge su un area a rischio sismico, Il Governo sta intensificando gli investimenti per la costruzione, adeguamento e migliorie delle strutture scolastiche Italiane.

Ammontano a 7,4 i miliardi stanziati e 27.721 gli interventi avviati ma che, come siamo abituati a sentire, procedono molto a rilento.

Su 43.072 scuole in Italia il 39,4% necessita di interventi urgenti. “Il tema della messa in sicurezza degli edifici è la massima priorità e la necessità di capire la situazione, i problemi e i rischi, appare in tutta la sua urgenza se si considera che il 65,1% degli edifici scolastici è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e che il 40% è in aree a rischio sismico. Pur rilevando una crescita nella percentuale media di verifiche di vulnerabilità sismica effettuate negli edifici, che passa da circa il 25% dello scorso anno, al 31%, rimane comunque troppo bassa la media nazionale di edifici costruiti secondo criteri antisismici, meno del 13%.”

Nord vs Sud

Dato importante è la sostanziale differenza tra Nord e Sud: Nelle regioni meridionali 3 scuole su 4 sono costruite in aree a rischio sismico e necessitano di interventi di manutenzione urgenti (corrispondono al 60% del totale). Al Nord invece, si registrano investimenti e risorse per la manutenzione e adeguamento di circa 5 volte superiori alla media del resto del Paese (62.807 euro ad edificio investiti). I dati mostrano anche l’abissale forbice degli investimenti a disposizione per singolo edificio tra le scuole del Molise (€1.700) e quelle del Trentino Alto Adige (€101.404).

Dall’analisi di Legambiente emerge che il 65,1% delle scuole è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974 e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica del 1991.

Lo schiaffo dei Fondi Europei non utilizzati

Un altro sconcertante dato è la difficoltà dell’utilizzo dei bandi europei. Un esempio è il bando per il fondo Kyoto (che promuove, attraverso la concessione di finanziamenti a tasso agevolato (0,25%), la realizzazione di interventi di efficientamento energetico sugli edifici di proprietà pubblica destinati ad uso scolastico ed universitario).

“Il bando del 2016 aveva visto infatti, al momento, solo 40 domande presentate, ma analoghi problemi aveva avuto anche il bando del 2015, che aveva registrato domande solo 70 milioni di euro su 350 disponibili, per poi vedere realizzati interventi per meno di 20 milioni di euro.”

L’analisi evidenzia le difficoltà relative ai programmi di finanziamento degli interventi sul patrimonio edilizio scolastico come, ad esempio, #scuolesicure, che ha visto portati a termine il 60% degli interventi finanziati, mentre il Fondo #protezione civile, destinato all’adeguamento antisismico, solo il 35% degli interventi conclusi.

Energie rinnovabili

L’indagine di Legambiente si è concentrata anche sull’efficienza energetica dell’edilizia scolastica. Secondo un’anali dell’Enea la spesa per riscaldamento e illuminazione supera, ogni anno, oltre 1,3 miliardi di euro. “Le scuole che utilizzano fonti di energia rinnovabile sono il 16,6% con il Sud che, questa volta, presenta risultati migliori rispetto al Nord e di quasi cinque punti percentuali superiori rispetto alla media nazionale.”

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Graduatoria dei comuni secondo l’indagine Legambiente

Come ogni anno la graduatoria delle città capoluogo è il risultato finale della somma dei dati relativi alle informazioni generali sugli edifici, le certificazioni, la manutenzione, i servizi messi a disposizione, esposizione a fonti di inquinamento ambientale interne ed esterne e i monitoraggi ambientali.

NB: Al fine della costruzione della graduatoria viene attribuita una penalità a quei Comuni che non hanno fornito risposte a domande chiave della ricerca.

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Scarica il rapporto completo qui (clicca qui)

di Simone Curzi